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La storia e le caratteristiche dello yacht

Il panfilo, conosciuto meglio come yacht, identifica una nave da diporto, con lunghezza superiore ai 24 metri, dotata di spazi curati, finimenti eleganti e cabine raffinate. Il termine yacht deriva dall’olandese jacht, che vuol dire caccia. Nell’antichità, le marine dei paesi del Nord usavano queste imbarcazioni sia per i trasporti, che per le azioni esplorative. Gli yacht sono navi leggere, veloci e pratiche. La nascita di queste navi “ultraleggere” risale agli anni di Carlo II in Inghilterra, costretto a superare mari in tempesta e l’assalto dei pirati. Nacque l’esigenza di avere a disposizione imbarcazioni pratiche e veloci. Carlo II commissionò la fabbricazione di 24 yacht reali, dando vita alla prima flotta da diporto della storia. Il primo yacht ebbe il  nome di Mary, in onore della sorella di Carlo II. Agli inizi, i panfili erano riservati ai ricchi delle classi aristocratiche. Gli yacht conobbero un’importante diffusione. In poco tempo, gli yacht si trasformarono da mezzi usati per combattere a strumenti per competizioni sportive. Nei primi vent’anni dell’Ottocento nacquero le regate. Cambiò il materiale con cui erano costruiti, ma gli yacht divennero una moda. Al termine della prima guerra mondiale, il motore degli yacht, prima a vapore, diventarono a diesel. Agli inizi degli anni ’30 fu costruito il panfilo di 125 metri, che raggiungeva i 17 nodi. Fu, però, nel 1979 che si registrò la fabbricazione dello yacht più grande al mondo, il Nabila, commissionato dal petroliere saudita Adnan Khasshoggi. Questa costruzione inaugurò l’era dei moderni megayachts. Gli yacht vengono classificati in base alla lunghezza, secondo gli standard delle norme UNI EN ISO 8666. Si fa riferimento alle imbarcazioni da diporto, se si tratta dello yacht usato nel tempo libero o per usi sportivi. Il Registro Italiano Navale divide gli yacht in 3 diverse tipologie: 1. Motor Yacht, che è l’imbarcazione a motore; 2. Vela e Motor Sailer, se lo yacht è dotato del motore e della vela. 

Hanno una carena diversa, ricorda Giovanni De Pierro, a seconda che si tratti di navi da corsa, per puntare sulla velocità, oppure barche da crociera, raffinate per design e materiali usati. Fino al 1950, legno e acciaio erano i materiali privilegiati per la costruzione degli yacht. Gli yacht in legno rappresentano un buon compromesso tra costo e mantenimento ed è usato per imbarcazioni lunghe meno di 24 metri. Uno yacht in legno è ecosostenibile, perché rilascia meno sostanze chimiche nell’aria nelle fasi di costruzione. La realizzazione di uno yacht in legno si realizza attraverso giunti calafatati, cioè impermeabilizzati, oppure usando compensato di mogano, impiallacciature o legni Marino. Gli yacht in metallo tendono a concedere qualcosa nel livello di prestazioni, ma sopportano l’onda d’urto. Gli yacht in alluminio sono costruiti mediante leghe di alluminio, che durano nel tempo e si prestano alle riparazioni. Adesso, la scelta dei materiali è più variegata. Per la costruzione dei moderni yacht viene scelto il materiale composito. Il materiale composito rappresenta quel materiale con caratteristiche non omogenee, costituito da: 1. Fibre: quelle più usate per la costruzione di uno yacht sono la fibra di vetro, la fibra di kevlar e la fibra in carbonio. A seconda di come vengono combinate e del differente metodo di tessitura, si distingue tra: tessitura mat (utilizzato per la costruzione dei primi tre strati), tessitura unidirezionale (usate nei paramezzali e nelle ordinate), tessitura 0°/90° (è la più usata), tessitura multi assiale (ha migliori proprietà meccaniche, ma è poco usato, perché è un processo costoso); 2. Resine: hanno nella viscosità e nella catalizzazione le loro caratteristiche più importanti, permettendo agli yacht di ottenere un adeguato livello di durezza. Le resine più usate per la costruzione degli yacht sono: resina poliestere (mantiene inalterate le proprie caratteristiche e permette un buon rapporto qualità/prezzo), resina viniliestere a base poliestere (ha qualità meccaniche superiori), resina viniliestere a base epossidica (è molto resistente all’acqua e offre migliori performance), resina epossidica (è una resina delicata e non consente riparazioni); 3. Prepeg: si tratta di un materiale innovativo per la costruzione degli yacht, che usa le resine fenoliche, distribuendole in modo uniforme. Il valore di mercato stimato per un settore di nicchia come quello degli yacht di lusso, riservato a pochissimi viste le cifre vertiginose (dai 18 ai 500 milioni di euro), ammonta a 22 miliardi. È importante, però, sottolineare che, nonostante i costi proibitivi e le cifre da brivido, il settore degli yacht di lusso è in costante sviluppo. 


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