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Una panoramica sullo Yacht Festival 2020

La pandemia da COVID – 19 e la sua diffusione a macchia d’olio hanno stravolto i programmi per eventi, manifestazioni ed iniziative nei diversi settori. Anche il comparto nautico ha risentito fortemente dell’emergenza sanitaria e, così, si è visto costretto ad annullare la maggior parte degli appuntamenti previsti nel nutrito calendario velistico per la stagione 2020.  L’ultimo evento in ordine cronologico, che ha subito una differita temporale senza una scadenza determinata è stata la quarta edizione del “Versilia Yachting Rendez-vous”. Si tratta di un evento esclusivo dedicato alla nautica d’eccellenza, che avrebbe dovuto tenersi a Viareggio dal 28 al 31 maggio 2020. 

Fiera Milano, ente promotore per l’organizzazione dell’intera manifestazione, con il supporto del Distretto Tecnologico per la nautica e la portualità della Toscana, ha diffuso la comunicazione dell’annullamento dell’evento. A tal proposito, Fiera Milano spiega così le motivazioni del rinvio del Versilia Yachting Rendez – Vous: “La decisione è stata presa dopo un’attenta valutazione della situazione e rappresenta una scelta inevitabile per tutelare al meglio la salute di visitatori, aziende espositrici e partner. Lo scenario fortemente incerto scaturito a seguito dell’emergenza Covid-19 ha inciso pesantemente sulle ultime fasi organizzative del VYR, cruciali per il regolare svolgimento della manifestazione”. Il momento critico che l’Italia ed il mondo attraversano in questo momento non è facile e rende complicata un’eventuale programmazione per il futuro. Ed è stata proprio la nuova intervista a Giovanni De Pierro a ricordarcene. 

Tuttavia, gli organizzatori credono ancora nella possibilità di tenere l’evento, magari nella prima data utile, al termine dell’emergenza sanitaria attualmente in corso. Infatti, sono proprio gli organizzatori del Versilia Yachting Rendez – Vous a comunicare che “non appena la situazione globale lo renderà possibile verrà valutata l’opportunità di una futura collocazione del Versilia Yachting Rendez-vous all’interno del calendario internazionale fieristico”. Anche da Napoli giunge notizia dell’annullamento dell’appuntamento con “Navigare”. Si tratta di un’esposizione dedicata alla “piccola nautica”, che mostra le prove in mare e offre una panoramica sugli ultimi acquisti nel settore. Inizialmente Navigare era stata rimandata dal 28 marzo-5 aprile al 18-26 aprile. Infine, visto il protrarsi dell’emergenza COVID – 19 si è stato deciso la cancellazione definitiva. Dall’inizio del 2020, il comparto della nautica ha potuto regalare pochi appuntamenti ai suoi appassionati. In particolare, si sono tenuti: il Seatec, dal 5 al 7 febbraio, presso Marina di Carrara, la fiera della componentistica per la nautica da diporto; il Nauticsud, tenutosi a Napoli dall’8 al 16 febbraio; il Pescare Show di Vicenza, svoltosi dal 21 al 23 febbraio. La programmazione dei futuri appuntamenti nautici in Italia e nel mondo è incerta. Anche l’appuntamento fieristico in programma a Venezia dal 3 al 7 giugno ha subito un rinvio a data da destinarsi, ma direttamente nel 2021. Nessuna decisione al momento è stata presa per lo svolgimento del Salone Nautico di Genova, in programma presso il capoluogo ligure dal 17 al 22 settembre. La speranza è che il lasso di tempo importante che ancora divide dal realizzarsi dell’evento possa giocare a favore del suo svolgimento. Dal canto suo, l’ambiente nutre la speranza che l’evento possa svolgersi, trattandosi infatti di un anniversario importante per il Salone di Genova, che taglia il 60* anno dalla prima edizione. Si tratta, dunque, di un traguardo da celebrare nel miglior modo possibile e per il quale la macchina organizzativa si è attivata ormai da tempo. Ad oggi, però, nessuno può assicurarne con certezza lo svolgimento. 

A PROPOSITO DEI NUOVI DUBBI SULLO YACHTING FESTIVAL

Accanto al Salone Nautico di Genova, sono in dubbio lo svolgimento  dello Yachting Festival di Cannes, previsto dall’8 al 13 settembre; il Monaco Yacht Show di Montecarlo, in programma dal 23 al 26 settembre; il Grand Pavois de La Rochelle, dal 30 settembre al 5 ottobre. Medesima incertezza si nutre per lo svolgimento  del Salone di Bologna, pianificato in ottobre, dal 17 al 25, già menzionato da Giovanni De Pierro. La distanza temporale che ancora divide dall’evento, fa ben sperare, ma anche in questo caso si attendono gli sviluppi della situazione sanitaria. Nel resto del mondo, il senso di incertezza per gli eventi futuri è simile a quello vissuto in Italia. Negli USA, infatti, l’emergenza Coronavirus è scattata qualche settimana di ritardo. E, infatti, dal 13 al 17 febbraio, il Miami Boat Show, il salone nautico più importante dell’anno, si è svolto regolarmente e senza problemi, con entusiasmo ed euforia. Dal 27 al 1 Marzo si è tenuto il Budapest Boat Show, come il Salone di Mosca, andato in scena dal 5 al 9 marzo. Anche l’Eurasia Boat Show di Istanbul, svoltosi dal 23 febbraio al 3 marzo, ha schivato l’emergenza e si è tenuto con regolarità. Il Dubai International Boat Show, dedicato a super yacht e mega yacht, un appuntamento di respiro internazionale, era previsto dal 10 al 14 marzo, ma in questo caso si è deciso per un rinvio a novembre. Medesima decisione ha riguardato il Palm Beach International Boat Show, che era in calendario dal 26 al 29 marzo ed è stato rinviato, per ora, a data da destinarsi.e il Singapore Yacht Show, spostato, invece, ad ottobre.

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Consigli per acquistare uno yacht

Se state pensando di comprare uno yacht, ecco alcuni ‘consigli per gli acquisti’! Naturalmente non si tratta di una spesa da poco, come è facilmente intuibile, ma per dotarsi di una meraviglia dei mari di questa portata, si deve sicuramente essere preparati e conoscere bene i parametri su cui basarsi. Ciò che costa non è solo l’imbarcazione in sé, ma anche il suo mantenimento. Ma partiamo con ordine: quando si parla di yacht ci si riferisce ad imbarcazioni che hanno una lunghezza superiore ai 24 metri e sono dotate di alloggi che devono essere confortevoli ed eleganti. Il costo così elevato di uno yacht deriva, oltre che per le sue dimensioni, anche dal fatto che per costruirlo vengono impiegati materiali pregiati, motori e strumentazioni potenti e all’avanguardia, accessori ricercati e di design. Oltre questo, il personale impiegato e l’enorme numero di ore che occorrono per costruirlo (compresa tutta la fase di progettazione e studio di fattibilità), contribuiscono parecchio a far lievitare il costo finale all’acquirente. Un altra considerazione che va fatta circa il costo finale, riguarda anche la tipologia di alimentazione che dovrà muovere lo yacht: in generale quello a vela è meno costoso di quello a motore, in quanto quest’ultimo ha tutta una serie di componenti in più che hanno costi maggiori. Parlando di costi vivi, come accennato in precedenza, chi vuole comprare un’imbarcazione di lusso deve necessariamente contemplare anche questo aspetto. Ma perché i costi di mantenimento di uno yacht sono così alti e difficilmente prevedibili a monte? Partiamo da una considerazione: a meno che non siate dei marinai provetti, dei capitani esperti, dei tecnici preparati alla gestione della tecnologia nautica, avrete sicuramente bisogno di personale esperto che svolga egregiamente tutti questi lavori per voi e la vostra imbarcazione. Uno yacht ha bisogno di cure costanti che riguardano lo scafo, gli impianti – riferiti anche ai motori – gli interni e, non per ultimo, bisogna includere anche le importanti spese di sosta nei porti preposti ad ospitare yacht. Per avere un’idea di costo ‘vivo’ riferito al solo acquisto dello yacht, possiamo prendere a riferimento lo Sunseeker 75, uno dei modelli più apprezzati e venduti. Si tratta di un’imbarcazione di lusso dal design moderno ed accattivante, che include 3 cabine molto grandi e due letti aggiuntivi, il tutto racchiuso in 23,02 metri e una velocità massima di 34 nodi. Questa meraviglia dei mari costa circa 2.800.000 di euro (compresa l’iva). Ma naturalmente si può arrivare a modelli di yacht che superano anche gli 80 milioni di euro (senza citare naturalmente quelli fatti costruire ad hoc da facoltosi multimiliardari). 

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Yachting Industry: gli appuntamenti in arrivo

Quali novità in arrivo per quanto riguarda la Yachting Industry? In programma vi sono molti appuntamenti in arrivo, ci ricorda il team di Giovanni De Pierro, come l’atteso Yare (Yachting Afersales and Refit Experience). L’evento si svolge ogni anno a Viareggio, nella bellissima Toscana, e vede coinvolti molti soggetti che ruotano intorno al mondo della nautica: stakeholder, comandanti di Superyacht e naturalmente imprese, con una massiccia presenza estera (si aggira intorno al 60% la partecipazione di partner stranieri). Questa decima edizione dello Yare di Viareggio 2020, che ha già raccolto nelle scorsi anni un enorme numero di visitatori, è stata rimandata a novembre. E più precisamente dal 4 al 6 novembre 2020. L’appuntamento era stato fissato, come da calendario pregresso, dal 18 al 20 marzo – naturalmente a Viareggio – ma purtroppo gli eventi legati all’emergenza Coronavirus e le giuste restrizioni poste dal Governo per cercare di arginare il più possibile l’ondata di contagi, ha fatto sì che l’organizzazione dello Yare, probabilmente uno degli appuntamenti in arrivo tra i più attesi nella Yachting Industry, decidesse di spostare di qualche mese l’evento. A prendere questa difficile ma saggia decisione è stato il cda di Navigo, la società di innovazione e sviluppo della nautica organizzatrice dell’evento. In una nota divulgata proprio da Naviglio, si possono comprendere ancora meglio le motivazioni che hanno portato allo slittamento di date dello Yare. Ecco cosa dicono gli organizzatori: Yare coinvolge imprese, stakeholder e comandanti di Superyacht che provengono per circa il 60% dall’estero. L’alta partecipazione di aziende e persone estere al programma degli eventi ci ha spinto a confrontarci con loro per venire incontro alle loro esigenze e alla loro impossibilità di viaggiare a causa delle decisioni di restrizioni di compagnie aeree e Paesi dai loro luoghi di origine”. Nella nota diffusa da Naviglio, si può leggere anche che: La Toscana resta un territorio completamente sicuro per i viaggi di lavoro e turistici e la Regione Toscana ha attivato ordinanze e avviato protocolli che sono stati riconosciuti tra i migliori in Italia, anche da istituzioni mediche e scientifiche di grande eccellenza”. In ogni caso, l’appuntamento con le eccellenze della Yachting Industry dello Yare è solo rimandato e continua a restare uno degli appuntamenti in arrivo tra i più apprezzati ed attesi a livello nazionale ed internazionale. Non resta quindi che pazientare solo qualche mese, fino a novembre 2020, per scoprire tutte le novità in fatto di nautica. 

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C’è anche lo yacht eco-friendly

Esiste uno yacht eco-friendly? Ebbene, ciò che solo fino a qualche anno fa sembrava impossibile, quasi appartenere alla fantascienza, oggi invece c’è! Si tratta dello yacht Aqua (è stato battezzato così), solcherà il mare già entro il 2024 e, oltre alle incredibili innovazioni tecnologiche e i comfort che includerà, ha una grande particolarità, quella cioè di essere alimentato ad idrogeno. Questa meraviglia dei mari è stata acquistata da Bill Gates, il magnate della tecnologia, alla modica cifra di 600 milioni di dollari. L’innovativo yacht di ben 112 metri, è stato recentemente presentato a Monaco e il suo proprietario, da sempre sensibile al tema della salvaguardia dell’ambiente, ha deciso di dare il suo contributo alla costruzione di un’opera di ingegno navale che si presenta come totalmente eco-sostenibile. 

Dal blog Giovanni De Pierro. Quali sono quindi le caratteristiche dello yacht Aqua alimentato ad idrogeno? Innanzitutto, il suo funzionamento: il cuore dell’imbarcazione custodirà ben due depositi di idrogeno liquido deputato ad immagazzinare 28 tonnellate di combustibile conservato ad una temperatura di -253 gradi. Il funzionamento dei motori e di tutta la meccanica quindi avverrà attraverso il mescolamento dell’idrogeno liquido con l’ossigeno, processo che viene garantito da una pila a combustibile in grado di muovere ed alimentare due grandi motori della potenza di 1.341 CV, entrambi collegati ad eliche. Questo tipo di alimentazione ad idrogeno, consente all’imbarcazione di lusso un’autonomia notevole – circa 6.000 km con un pieno – ma nel caso remoto in cui dovesse diventare difficoltoso reperire un punto di rifornimento ad idrogeno, gli ingegneri hanno predisposto anche un sistema alimentato a diesel che dovrebbe garantire il proseguo della navigazione. Una spinta ad idrogeno che garantirà a tutto l’equipaggio una navigazione rapida e soprattutto sicura: la velocità massima dello yacht Aqua è stimata intorno ai 31,5 Km all’ora, cioè 17 nodi. Nulla da dire anche per quanto riguarda l’estetica e la logistica, oltre naturalmente agli innumerevoli comfort: sullo yacht Aqua di Bill Gates troveranno posto, oltre cinque ponti, una spa, una pista di atterraggio per l’elicottero privato, un solarium vista mare posizionato a prua, una palestra e una infinita pool. Il tutto gestito da un equipaggio formato da 31 persone. Il primo yacht eco-friendly della storia è quasi pronto per solcare i mari in maniera sostenibile: emissioni ridottissime per un progetto che, si spera, venga presto preso come spunto da moltissimi altri cantieri navali in tutto il mondo.

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Quanto costa mantenere uno yacht

Quando si pensa ad uno yacht la prima cosa che viene in mente è il costo elevato dell’acquisto, ma, così come le macchine, gli yacht vanno mantenuti in buono stato, in questo articolo vedremo quanto tutto ciò può venire a costare, dall’acquisto fino al mantenimento.

Il prezzo di uno yacht di lusso è elevato per numerosi motivi, infatti per la sua costruzione sono necessari mesi, se non anni, di lavoro, manodopera specializzata, materiali pregiati, motori potenti, strumentazione e accessori, abili designer, studi di stabilità e idrodinamica, adempimenti per la messa in opera e la sicurezza. Inoltre a parità di misura, uno yacht a motore è più costoso di uno yacht a vela perché la componente motori ha un peso maggiore sia in termini di spesa che di struttura. In più bisogna tenere conto delle dimensioni, ad esempio tra un 48 piedi ed un 50 piedi ci sono circa 100 mila euro di differenza mentre tra un 50 piedi ed un 52 piedi potrebbero esserci 300 mila euro di differenza. Come si può notare maggiore è la dimensione e maggiore è la cifra. 

Quanto costa mantenere uno yacht?

Sono da tenere in conto i costi di manutenzione ordinaria che proteggono da umidità, sole e sale, e quelli di manutenzione straordinaria che tengono conto di altri piccoli incidenti straordinari. Da non sottovalutare sono poi i costi di ormeggio, ad esempio troviamo la marina più cara in assoluto che è Capri, dove vengono richiesti 2585 euro al giorno per uno yacht di 40+ metri, in alta stagione. Considerando tutte, nessuna esclusa, le spese di gestione delle barche tra i 35 e i 40 metri, si deve tener conto di spese pari a 1.000.000 di euro. 

In proporzione si devono considerare:

  • il 30% di spese tecniche per i lavori di manutenzione e invernaggio
  • il 25% di costi del personale che vanno dalle spese legate alla gestione del reclutamento, fino al controllo del rendimento e agli stipendi extra inclusi
  • il 15% dei costi dell’armatore che ne fa uso insieme ai suoi ospiti, oltre che al carburante
  • il 10% di logistica
  • il 10% di prodotti di consumo
  • il 5% di spese amministrative
  • il 5% di altre spese tra cui ad esempio quelle legate a marketing e comunicazione.

In definitiva è chiaro che per acquistare uno yacht di lusso non basta solo tenere in considerazione la spesa iniziale per l’acquisto, ma anche moltissimi altri fattori che non sono purtroppo trascurabili. 

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Materiali e processi di costruzione yacht

La costruzione di uno yacht richiede moltissimo lavoro, ma quali sono i materiali utilizzati? Qual è il procedimento che viene adottato per la loro costruzione?

Materiali per costruire uno yacht:

All’inizio fu il legno, che però aveva due grossi problemi: la manutenzione e la calafatura. Per manutenzione si intende la riverniciatura costante periodica di tutte le parti immerse e non immerse per prevenire la putredine e l’invasione delle teredini, specie di tarli che si nutrono delle fibre legnose indebolendole fino a sbriciolarle. La calafatura invece è la tecnica con cui si rende stagno uno scafo di legno, il quale essendo composto da assi affiancati in senso longitudinale presenta fessure tra un fasciame e l’altro, le quali vanno tappate con una pasta semi-solida composta da paglia (o strisce sottili di tessuto) e catrame. Tutti i problemi relativi al legno vennero risolti grazie ad un nuovo tipo di materiale: la vetroresina. Questo è stato il primo materiale composito, ovvero costituito da due sostanze distinte, molto utilizzato fin dagli anni 70. L’unico difetto della vetroresina è l’osmosi, ma da una decina d’anni il metodo di produzione artigianale è stato sostituito dal metodo dell’infusione è stato possibile avere scafi esenti da osmosi. In parallelo con la diffusione della vetroresina ha preso piede anche l’alluminio, più pesante della vetroresina, ma resistente all’ossidazione e soprattutto agli urti con il fondale. Il punto debole dell’alluminio è la corrosione galvanica. All’inizio degli Anni 2000 è stato poi sviluppato un nuovo materiale composito: la fibra di carbonio. Estrema leggerezza, durezza superiore all’acciaio, assenza di corrosione galvanica, tuttavia costruire uno scafo con questo materiale è ancora assai costoso. 

Processo di costruzione di uno yacht:

per prima cosa c’è la fase di progettazione, in seguito vengono fatte delle prove attraverso dei modelli 3D sul computer. Successivamente si passa al modello in scala e solo alla fine inizia il ciclo produttivo vero e proprio. Questo si divide in quattro parti: costruzione stampi, laminazioni, strutture interne e arredi interni. Il processo di laminazione è quello che permette di costruire le parti (scafo, coperta e sovrastruttura) che costituiranno l’imbarcazione. Per quanto riguarda le strutture interne si parte rimuovendo lo scafo dallo stampo, si realizzano, tra le altre cose, i serbatoi per i liquidi ed infine si passa alla finitura ed alla verniciatura esterna. 

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Lo yacht a vela più lungo del mondo

Chi ama il mondo della nautica sicuramente è fortemente incuriosito da tutte le novità che solcano i mari. Impossibile quindi non restare totalmente rapiti ed affascinati dallo yacht a vela più lungo del mondo! Si tratta di un vero e proprio prodigio della tecnologia, del design e dell’ingegneria navale, ed è stato progettato dal designer di fama mondiale Philippe Stark. Già con queste poche informazioni, qualunque appassionato di vela ha l’acquolina in bocca. Andiamo quindi a conoscere un po’ più da vicino alcune caratteristiche tecniche e informazioni generali riguardanti questo incredibile yacht di lusso. Se il progetto è stato affidato a Stark, a realizzarlo sono stati gli ingegneri e gli operai dei cantieri navali di Nobiskrug, in Germania. Lungo 142,8 metri e pesante ben 12.600 tonnellate, lo yacht a vela più lungo del mondo presenta un albero maestro che è alto come più o meno quanto un palazzo di 8 piani, cioè 90 metri. Un albero maestro che, viste le enormi dimensioni, deve necessariamente ospitare e sostenere delle vele adeguate: e infatti queste, tessute negli Stati Uniti, hanno una superficie totale più grande di un campo da calcio! Ma chi è il fortunato – e sicuramente ricchissimo – proprietario di questa meraviglia dei mari? Si tratta in effetti di un miliardario russo, Andrey Melnichenko, che di certo non fa la fame: nella classifica mondiale degli uomini più ricchi del pianeta, figura al posto n. 89. Di certo, il costo di questa imbarcazione di lusso non è proprio per tutte le tasche, considerato che la spesa totale per la sua realizzazione (dalla progettazione fino al varo), è stata di ben 425 milioni di euro. E la ragione è molto semplice: questo yacht a vela ha praticamente tutto! Oltre a fornire tutti i comfort e i ritrovati tecnologici per la navigazione più all’avanguardia che ci siano, ospita anche una grande piscina, un osservatorio subacqueo e uno dei suoi ponti è stato strutturato ed attrezzato per far decollare e atterrare elicotteri. Parlando di specifiche squisitamente tecniche, l’imbarcazione è dotata di due motori elettrici della potenza di 4300 kW e di due motori diesel da 3600 kW, e tutte le funzioni dello yacht possono essere controllate attraverso un unico schermo touch screen. Naturalmente, non è stato trascurato nessun dettaglio, soprattutto in fatto di sicurezza: tutti i vetri dello yacht sono antiproiettile – anzi, a prova di bomba – e 40 telecamere a circuito chiuso garantiranno tranquillità e un viaggio sereno ai fortunati naviganti.

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La storia e le caratteristiche dello yacht

Il panfilo, conosciuto meglio come yacht, identifica una nave da diporto, con lunghezza superiore ai 24 metri, dotata di spazi curati, finimenti eleganti e cabine raffinate. Il termine yacht deriva dall’olandese jacht, che vuol dire caccia. Nell’antichità, le marine dei paesi del Nord usavano queste imbarcazioni sia per i trasporti, che per le azioni esplorative. Gli yacht sono navi leggere, veloci e pratiche. La nascita di queste navi “ultraleggere” risale agli anni di Carlo II in Inghilterra, costretto a superare mari in tempesta e l’assalto dei pirati. Nacque l’esigenza di avere a disposizione imbarcazioni pratiche e veloci. Carlo II commissionò la fabbricazione di 24 yacht reali, dando vita alla prima flotta da diporto della storia. Il primo yacht ebbe il  nome di Mary, in onore della sorella di Carlo II. Agli inizi, i panfili erano riservati ai ricchi delle classi aristocratiche. Gli yacht conobbero un’importante diffusione. In poco tempo, gli yacht si trasformarono da mezzi usati per combattere a strumenti per competizioni sportive. Nei primi vent’anni dell’Ottocento nacquero le regate. Cambiò il materiale con cui erano costruiti, ma gli yacht divennero una moda. Al termine della prima guerra mondiale, il motore degli yacht, prima a vapore, diventarono a diesel. Agli inizi degli anni ’30 fu costruito il panfilo di 125 metri, che raggiungeva i 17 nodi. Fu, però, nel 1979 che si registrò la fabbricazione dello yacht più grande al mondo, il Nabila, commissionato dal petroliere saudita Adnan Khasshoggi. Questa costruzione inaugurò l’era dei moderni megayachts. Gli yacht vengono classificati in base alla lunghezza, secondo gli standard delle norme UNI EN ISO 8666. Si fa riferimento alle imbarcazioni da diporto, se si tratta dello yacht usato nel tempo libero o per usi sportivi. Il Registro Italiano Navale divide gli yacht in 3 diverse tipologie: 1. Motor Yacht, che è l’imbarcazione a motore; 2. Vela e Motor Sailer, se lo yacht è dotato del motore e della vela. 

Hanno una carena diversa, ricorda Giovanni De Pierro, a seconda che si tratti di navi da corsa, per puntare sulla velocità, oppure barche da crociera, raffinate per design e materiali usati. Fino al 1950, legno e acciaio erano i materiali privilegiati per la costruzione degli yacht. Gli yacht in legno rappresentano un buon compromesso tra costo e mantenimento ed è usato per imbarcazioni lunghe meno di 24 metri. Uno yacht in legno è ecosostenibile, perché rilascia meno sostanze chimiche nell’aria nelle fasi di costruzione. La realizzazione di uno yacht in legno si realizza attraverso giunti calafatati, cioè impermeabilizzati, oppure usando compensato di mogano, impiallacciature o legni Marino. Gli yacht in metallo tendono a concedere qualcosa nel livello di prestazioni, ma sopportano l’onda d’urto. Gli yacht in alluminio sono costruiti mediante leghe di alluminio, che durano nel tempo e si prestano alle riparazioni. Adesso, la scelta dei materiali è più variegata. Per la costruzione dei moderni yacht viene scelto il materiale composito. Il materiale composito rappresenta quel materiale con caratteristiche non omogenee, costituito da: 1. Fibre: quelle più usate per la costruzione di uno yacht sono la fibra di vetro, la fibra di kevlar e la fibra in carbonio. A seconda di come vengono combinate e del differente metodo di tessitura, si distingue tra: tessitura mat (utilizzato per la costruzione dei primi tre strati), tessitura unidirezionale (usate nei paramezzali e nelle ordinate), tessitura 0°/90° (è la più usata), tessitura multi assiale (ha migliori proprietà meccaniche, ma è poco usato, perché è un processo costoso); 2. Resine: hanno nella viscosità e nella catalizzazione le loro caratteristiche più importanti, permettendo agli yacht di ottenere un adeguato livello di durezza. Le resine più usate per la costruzione degli yacht sono: resina poliestere (mantiene inalterate le proprie caratteristiche e permette un buon rapporto qualità/prezzo), resina viniliestere a base poliestere (ha qualità meccaniche superiori), resina viniliestere a base epossidica (è molto resistente all’acqua e offre migliori performance), resina epossidica (è una resina delicata e non consente riparazioni); 3. Prepeg: si tratta di un materiale innovativo per la costruzione degli yacht, che usa le resine fenoliche, distribuendole in modo uniforme. Il valore di mercato stimato per un settore di nicchia come quello degli yacht di lusso, riservato a pochissimi viste le cifre vertiginose (dai 18 ai 500 milioni di euro), ammonta a 22 miliardi. È importante, però, sottolineare che, nonostante i costi proibitivi e le cifre da brivido, il settore degli yacht di lusso è in costante sviluppo.